Una passeggiata alla scoperta delle ultime botteghe storiche di San Lorenzo


Sabato 19 Gennaio, l’associazione Eco Museo di San Lorenzo, ha organizzato una passeggiata alla scoperta delle ultime botteghe storiche del quartiere. Questo è il racconto della giornata a cura di Massimo Bernardini e Arianna Giuliano

In un freddo e piovoso sabato mattina un gruppo consistente di intrepidi camminatori si accinge a cominciare un interessante giro per il quartiere di San Lorenzo, alla scoperta delle botteghe artigiane vecchie e nuove che si incontrano nelle sue vie e dentro i suoi cortili.

Si comincia dal villino Sartorio (splendido esempio di architettura del primo ‘900, nonchè dimora del più famoso scultore del Verano ‘Giuseppe Sartorio’), proprio alle sue spalle si nasconde un interessante fabbrichetta dove si lavora l’alluminio, il sabato mattina purtroppo la troviamo chiusa.

Si continua fino a raggiungere, dopo piazza dei Sanniti, il laboratorio di Lavinia Palma, abile e originale ceramista che ci introduce ai segreti della lavorazione della ceramica.

Girando per arrivare a via dei Sabelli ci accoglie Daniela Ronchetti, nella sua Officina dove fabbrica gioielli originali. in modo sorprendente, dopo una dimostrazione pratica delle sue tecniche, ci racconta la difficoltà degli inizi, per lei unica ragazza in un ambiente di lavoro tutto al maschile.

Su via Tiburtina sotto una pioggia scrosciante troviamo riparo nel laboratorio di Fabio Vincioni, marmista. Così tra sculture e alabastri lavorati nei modi più diversi, il fratello Davide si esibisce in una sorta di affabulazione che narra con nostalgia della San Lorenzo che fu, tra ricordi di famiglia e tecniche antiche della lavorazione del marmo.

Una rapida occhiata all’ingresso dell’antica fabbrica del cioccolato (SAID) e arriviamo dal giovane pittore Andrea Pochetti, da poco stabilitosi su via dei Latini.

Subito dopo, in un cortile ben nascosto, scopriamo l’atelier di un eccellente scultore Bruno Melappioni. che lavora il fil di ferro richiamandosi alle sculture dell’arte classica le reinterpreta con un’ironia lieve ma anche graffiante.

Siamo ormai stanchi e affamati e dopo un fugace passaggio dal sempre sorprendente designer Remo ci aspetta un’ultima tappa, nel negozio di sofisticati oggetti fatti con materiali poveri: Lo Zibaldone. Ci parlano dei laboratori attivati per la lavorazione di materiali di riciclo e ci mostrano i pregevoli risultati: lampadari, gioielli e perfino raffinati soprammobili in cartapesta.

Concludiamo la passeggiata in uno spazio a cielo aperto che si affaccia tra i muri martoriati dei capannoni di via dei Lucani. In fondo una statua ci introduce nel luminoso laboratorio di Otello affollato di pregevoli sculture. Luciano, falegname suo dirimpettaio, si cimenta in una articolata disquisizione su mobili e costruzioni ricavate da semplici assi di legno assemblati seguendo gli stimoli di famosi architetti-designer.

Attraversando la strada, dopo aver visitato lo studio del nuovo arrivato scultore Sergio Angilella, ci abbandoniamo a un gradito brindisi all’interno di uno dei numerosi studi di architettura che si sono stabiliti sul lato “bello” della strada.

LE FOTO DELLA GIORNATA

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