Una legge contro i finti artigiani sanzioni fino a 25 mila euro


Un testo di legge depositato dalla Lega al Senato. «Poltronesofà» e patatine «Pata» potrebbero essere tra i primi a cambiare slogan

«Poltronesofà, artigiani della qualità». «Ma quali artigiani! Questi sono operai alla catena di montaggio, produttori industriali di divani in serie. In questo modo si squalifica l’artigianato». La Claai, associazione che rappresenta le imprese artigiane, contesta da tempo l’utilizzo della parola «artigianale» a sproposito all’interno degli spot. La protesta ha trovato un orecchio attento da parte della Lega.

Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo è primo firmatario di un disegno di legge (sottoscritto, tra gli altri, anche da Umberto Bossi, Alberto Bagnai e Roberto Calderoli) che vieta l’utilizzo in mono non appropriato del termine «artigianale» all’interno delle pubblicità. Se il testo sarà approvato, gli «artigiani della qualità» di Poltronesofà saranno costretti a cambiare slogan.

Ma in realtà il noto marchio dell’arredamento non sarebbe l’unico a dover aggiustare il tiro della propria comunicazione. Ci sono anche le patatine «artigianali» Pata. O diversi marchi di gelato, anch’essi «artigianali» solo sulla carta.

La nuova legge contro i finti artigiani potrebbe colpire alcune aziende famose come poltrone sofà

«Capita spesso che imprese non regolarmente iscritte all’albo delle imprese artigiane, e quindi non in possesso dei requisiti previsti dalla legge 443 dell’85, utilizzino nel proprio nome o nel marchio la denominazione “artigiano” o “artigianale” — lamenta Marco Accornero, segretario generale della Claai —. Queste pratiche rappresentano atti di concorrenza sleale nei confronti delle vere imprese artigiane».

«L’obiettivo è colmare un vuoto normativo — spiega il capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo —. La legge quadro dell’artigianato non prevede sanzioni e divieti. Vanno introdotti. A tutela della concorrenza, del made in Italy ma anche del consumatore che ha diritto di sapere se un prodotto è artigianale oppure no».

In effetti il testo depositato in Senato parla anche di sanzioni. Pari all’1% del fatturato e comunque non inferiori a 25 mila euro. E non solo per chi usa in modo inappropriato l’aggettivo artigianale in una pubblicità, ma anche per chi pone in vendita un prodotto qualificandolo come artigianale con un’adesivo o un’etichetta.

Fonte: Il Corriere Della Sera

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