Storie Artigiane: “La Torre” a Lanuvio


Condividiamo un’intervista che dà voce ad una giovane impresa artigiana: “La Torre”, ristorante di Lanuvio

Siamo a ridosso del ponte dei Santi e dei Morti, occasione perfetta per una passeggiata fuori porta. Per i romani DOC le mete più frequenti sono i famosi Castelli Romani, dove bellissimi paesaggi si sposano con i migliori sapori Laziali. Nella nostra ricerca di storie artigiane da raccontare, abbiamo raggiunto uno dei paesi meno noti, ma non per questo meno interessanti della zona: Lanuvio. Qui abbiamo incontrato il ristorante “La Torre”, frutto degli sforzi di una giovane coppia: Francesco D’Alessio e Sara Simone.

Ci fa piacere parlare di loro poiché “La Torre” ci offre la possibilità di parlare di Lanuvio, paese a quattro chilometri da Genzano, raggiungibile tramite l’appia Appia. Nel piccolo ma grazioso centro storico ci sono, come da tradizione, molti locali dove potersi godere un buon pranzo.

“La Torre” si distingue fra questi grazie alla splendida vetrata che dà sulle pianure pontine. Da qui nelle giornate più luminose possiamo scorgere il Circeo e le isole di Ventotente, Palmarola, Ponza e Zannone.

L’intervista

Ma a incuriosirci di più non è questo panorama mozzafiato, ma le persone che ci sono dietro quest’attività, che abbiamo voluto conoscere tramite una breve intervista.

Per prima cosa abbiamo chiesto allo chef, Francesco D’Alessio di presentarsi.

“Sono Francesco D’Alessio, chef e titolare del ristorante “La torre” a Lanuvio ed insieme alla mia compagna Sara Simone,abbiamo rilevato questo storico locale aperto dal lontano 1956. Io mi occupo della gestione della cucina e dei nostri fornitori, mentre Sara gestisce tutto ciò che concerne la sala ad iniziare dal rapporto con i nostri clienti. Sono circa 10 anni che ormai lavoriamo insieme e direi che ad oggi abbiamo fatto un ottimo rodaggio”

Siete molto giovani, perché avete investito il vostro futuro questo duro lavoro?

“Questa è una domanda dove la risposta può sembrare scontata ma non lo è affatto. […] E’ un duro lavoro, ed è possibile affrontarlo con serenità solo grazie alla passione ed all’amore che nutriamo verso tutto ciò. Abbiamo deciso di investire  il nostro futuro soprattutto verso un territorio che ha bisogno di un grande rilancio, per arrivare al livello che meriterebbe e che negli ultimi anni si è appiattito verso la mediocrità dell’offerta. […] più è ardua la sfida e più le motivazioni spingono a non mollare e fare sempre di più. Il nostro investimento è comunque proiettato negli anni, e speriamo che il tempo ci dia ragione. Altro elemento che ci aiuta molto nell’affrontare questa sfida è che entrambe le nostre famiglie hanno radici profonde proprio a Lanuvio.”

 

“Abbiamo deciso di investire in un locale dalla proposta culinaria diversa da quella abituale”

Il locale che gestite è un locale che molti anni fa era conosciuto come pizzeria e trattoria, voi avete voluto dargli una nuova veste, quella di piccolo e grazioso ristorante che avete chiamato “La Torre”, perché?

[…] L’offerta che troviamo in queste zone dei Castelli Romani tende verso una standardizzazione in basso. E l’avventore medio che arriva fin qui è attratto solamente dal prezzo e da stereotipi che accompagnano ormai la cucina dei Castelli. Abbiamo appunto deciso di investire in un locale con una proposta culinaria completamente diversa da quella abituale, dove la ricerca di eccellenti materie prime e la loro elaborazione in chiave moderna sono i nostri punti di partenza.

 

Un buon proposito questo, che è valso alla coppia, in attività da solo un anno, la membership nel gruppo Castelliromanifoodandwine, che raccoglie le eccellenze dei Castelli Romani. Riguardo al menù Francesco ci illustra un’offerta che  “varia dal pesce di Anzio, Gaeta, Terracina alle verdure locali fino al manzo Toscano o al gambero di Mazzara.”

Noi pensiamo che il nostro territorio è in grado di offrirci delle materie prime eccezionali e ci sentiamo quasi in dovere di valorizzarle come meritano. – prosegue lo chef – Fare i ristoratori è molto impegnativo, si investe in merci facilmente deperibili, si è sottoposti ferrei controlli igienico-sanitari, dovete lavorare quando gli altri si divertono.

Tutto questo è ripagato da cosa?

[…] Ciò che ci ripaga più di tutto è senza dubbio la risposta dei nostri clienti, che apprezzano sempre di più la nostra proposta. Lei pensi che la maggior parte dei nostri ospiti arrivano da Roma…una bella passeggiata.

 

“Offriamo un’esperienza che speriamo sia unica”

 

La veduta di Lanuvio

Oltre a del buon cibo,  che cosa sentite che offrite ai vostri clienti?

Ai nostri clienti cerchiamo di offrire un’esperienza che speriamo sia unica. Ad iniziare dall’accoglienza in un locale rinnovato ed elegante fino alla proposta dei piatti, che studiamo fin nei minimi dettagli per rendere il tempo che passeranno con noi il più piacevole e soddisfacente possibile. Questo è quello che ci auspichiamo di offrire e detto ciò possiamo solo garantire che ogni giorno dedicheremo la nostra passione ed il nostro lavoro per garantire ai nostri ospiti una qualità sempre più elevata ed una ricerca sempre più attenta per le loro esigenze. Speriamo per tanti anni.

Francesco vuoi darci un piatto semplice che potremmo gustare nel tuo locale in questo periodo?

Propongo un piatto che va bene per l’autunno:
“pollo brasato alle castagne e grana padano”, è gustoso perché si amalgamano morbidamente le tendenze dolci dei frutti di questa stagione e insieme ad una malvasia ben strutturata lascia un ricordo piacevole al palato.
A chi vorrà venirmi a trovare nelle prossime festività della tradizione dei morti, ne darò volentieri la ricetta.

Intervista realizzata dall’Architetto Dionisio Mariano Magni.

Condividi con:


Lascia un commento

Connect with:




Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *