Storia degli antichi forni di Bracciano


Bracciano aveva molti forni, tra cui il più antico quello dell’Arcipretura ai Monti, nel tratto superiore di Via di Piazza Padella, verso Via del Moretto, poi passato alla Famiglia Canini, dove Clara, figlia de “la Moretta“, cuoce ancora oggi la sua porchetta braccianese

Piazza del Ponte, oggi Piazza Primo Maggio, il mercatino delle verdure e degli ortaggi con le tipiche ceste ed i banchetti, nello stesso luogo fino al Secondo Dopoguerra prima di essere trasferito a tratto basso di Via S. Francesco d’Assisi, tra Via Ettore Latini e Via XX Settembre.

In alto a sinistra, verso il Castello, l’ingresso di Santa Maria Novella, mentre in alto a destra nell’immagine le insegne originali dei tabacchi e de “er Forno de Lisa la Fornara“, questa ancora oggi esistente e perfettamente preservata: il forno verrà gestito dalla Famiglia Coccioni fino agli Anni ’70 del secolo scorso.

Bracciano aveva molti forni, tra cui il più antico quello dell’Arcipretura ai Monti, nel tratto superiore di Via di Piazza Padella, verso Via del Moretto, poi passato alla Famiglia Canini, dove Clara, figlia de “la Moretta“, cuoce ancora oggi la sua porchetta braccianese.

Altri forni storici di Bracciano erano quelli della Famiglia Pauselli, panettieri da generazioni, cui apparteneva anche il noto “er Forno de Biacio“:

“er Forno de Gino, patre de Biacio”, in Via del Pratoterra, in funzione fino alla fine degli Anni ’60 – inizi Anni ’70, oggi chiuso (attualmente di proprietà di Ivano Michelangeli, detto “er Picchio”);

“er Forno de Biacio, fijo de Gino”, in Via Girolamo Tamburri (scendendo gli scaloni, il primo locale a destra, sotto la Chiesa della Misericordia), in funzione fino alla fine degli Anni 70, dove molte famiglie braccianesi puntualmente anno dopo anno vanno a cuocere le pizze di Pasqua, purtroppo distrutto in pochissimi anni, se non addirittura mesi, per adibire il locale a ristorantino;

“er Forno de Argentina, moje de Gino e matre de Biacio”, in Via Fioravanti, in funzione fino a metà Anni ’60, il quale potrebbe ancora esistere in quella che si presenta esteriormente come una cantina (la proprietà potrebbe essere dell’Arcipretura, che lo ha affittato).

Ulteriori forni della Bracciano di una volta:

“er Forno de Fortini” poi “de Antonelli”, in Via Principe di Napoli, all’altezza della Caserma Cosenz, distrutto negli Anni ’80 per problemi ambientali e per creare un locale abbastanza grande da poter affittare;

“er Forno de Rosina” Piccioni, in Via Gabriele D’Annunzio;

“er Vapoforno de Sodano“, anche Pasticceria, in Via Principe di Napoli, anche questo distrutto a fine Anni ’80 – primi Anni ’90, nel locale a fine Ottocento adibito a fabbrica di ghiaccio, poi già nel Primo Dopoguerra sede iniziale del negozio di Ferramenta della “Ditta G. Bresciani – Bracciano”, oggi negozio di abbigliamento “Vicolo dei Colonna”.

Fonte: Avventura Braccianese

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