Si è conclusa Altaroma. In scena la moda, l’artigianato e i giovani talenti


Si sono spenti i riflettori  su Altaroma, la settimana della moda nella capitale che dal 24 al 27 gennaio ha portato in scena molte novità, con un carnet fitto di impegni e appuntamenti da non perdere

Nuovo anche  l’Headquarter  della Manifestazione – il Prati bus district, 5000 metri quadrati oggetto di riqualificazione di un ex deposito Vittoria dell’Atac, nei pressi della città del Vaticano.

Altaroma sta puntando sempre di più alla ricerca e al sostegno di nuovi talenti emergenti senza perdere il legame con la tradizione artigianale del territorio. Non a caso  ha inaugurato la rassegna la cerimonia di premiazione del progetto promosso dal parco Archeologico del Colosseo e da Altaroma,  dedicata alle accademie e alla scuola di moda italiane per la creazione di divise del personale tecnico e di vigilanza del Parco.

Hanno vinto il concorso gli studenti dell’Istituto Modartech di Pontedera (Pisa) ex aequo con quelli della Nuova Accademia delle Belle Arti. «Credo che la moda, l’artigianato e il made in Italy siano chiavi fondamentali per il nostro sistema economico. Sono anni difficili, c’è anche una grandissima competizione, però Altaroma ha saputo consolidare la propria mission. Sostegno alle maison storiche, ma anche grande supporto ai giovani».

Lo ha detto il presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi, dopo aver presentato le due scuole di moda vincitrici del concorso “Vesti il Parco archeologico del Colosseo”.

Tra i progetti più importanti dell’edizione c’è Showcase, una piattaforma pensata da AltaRoma in collaborazione con Ice per mettere in contatto i talenti emergenti con i buyer, in modo da costruire un dialogo “concreto” tra creativo e mercato. L’evento ha ospitato le collezioni di 60 giovani talenti. Tra loro: Tiziano Guardini, che realizza collezioni sostenibili e ha vinto il primo Green Carpet Award dedicato agli emergenti.

Sono state presentate inoltre le creazioni delle Accademie di Costume e Moda, Koefia, Belle Arti di Roma, Moda Maiani, Accademia del Lusso e Altieri Moda e Arte, e la sfilata collettiva International Couture, promossa dall’Istituto Culturale Italo Libanese.

Nell’ambito della sezione FAshion hub, dedicata a scouting, formazione e promozione della creatività emergente, Edit Marchel,  ha portato in passerella  una collezione che guarda al mondo active,  caratterizzata dagli elementi che rendono il brand sempre riconoscibile: dalle linee genderless   ai volti stampati, dall’uso di materiali in contrasto, come la  lycra e il fresco lana tenuti insieme da inserti di tessuto, da zip nastrate. Il rosso,il blu il bianco e nero sono le tinte dominanti dell’intera collezione.

Tessuti tecnici, seta e pellami pregiati hanno caratterizzato la collezione di Federica Tosi, con una collezione dal piglio rock contemporaneo e vibes anni 80. La designer alterna tagli decisi ad ampi volumi, mantenendo le linee pulite e dall’appeal sofisticato. Ad applaudire la designer romana tanti vip e volti famosi da Claudia Pandolfi a Sarah Felberbaum, Matilde Gioli, Nicoletta Romanoff, Ilaria Spada, Tosca D’Aquino.

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