Roma, ecco i sotterranei segreti delle Terme di Caracalla


Siamo nei sotterranei delle Terme di Caracalla, in una porzione sconosciuta: negli ambienti che corrono come arterie al di sotto dell’esedra del Calidarium

L’acqua e il fuoco, due elementi naturali che scandiscono l’anima delle Terme di Caracalla. Basta scendere a sei metri di profondità, dove l’umidità si fa più pungente, per rendersene conto. Per misurarne tutta la suggestione. Il labirinto di gallerie ipogee svela il cuore tecnologico del complesso monumentale tra i più grandi e meglio conservati dell’antichità, dove l’acqua degli impianti idraulici conviveva con il sofisticato sistema di forni, caldaie e camini che riscaldavano le vasche e guidavano il vapore alle saune.

Siamo nei sotterranei delle Terme di Caracalla, in una porzione sconosciuta: negli ambienti che corrono come arterie al di sotto dell’esedra del Calidarium, complesso al centro di un lungo intervento di restauro e consolidamento condotto dall’équipe della Soprintendenza speciale di Roma Archeologia belle arti e Paesaggio, e che aprirà al pubblico per la prima volta dal 18 giugno.

IL SISTEMA In questo viaggio nel ventre del monumento, che Il Messaggero ha affrontato in anteprima, ecco che si scoprono le volte colossali su strade carrabili, i basolati millenari che puntellano il pavimento, e sulle pareti sfilano i bessali originali, ossia quegli speciali mattoni quadrati marchiati con i bolli militari tipici dei materiali provenienti dalle cave dell’imperatore.

Ma soprattutto appare il sistema dei cinquanta forni giganteschi: «La legna stoccata veniva issata su cesti caricati a spalla dagli inservienti che salivano sulla scala per alimentare la grande caldaia che dava acqua calda alle vasche», racconta la direttrice Marina Piranomonte. Dobbiamo immaginare il caldo infernale che riempiva questo spazio, dove migliaia di operai correvano ad alimentare i forni, mentre in superficie, nelle sette grandi vasche del Calidarium, la gente sguazzava nell’acqua calda. «L’alto gradino alla base della scala restituisce oggi l’idea che fin qui arrivavano i carri carichi di legna», osserva il soprintendente Francesco Prosperetti.

L’EVENTO

E proprio alla memoria di questo fuoco e della sua liaison con l’acqua che il maestro della video-arte Fabrizio Plessi ha progettato l’installazione di dodici videowall nel nuovo labirinto sotterraneo. Si chiama Il segreto del Tempo e si accende in un percorso di duecento metri, dove acqua, fuoco, la storia delle Terme, la figura di Caracalla, saranno al centro di una esperienza immersiva, impreziosita dalle musiche originali composte da Michael Nyman.

Una mostra visitabile dal 18 giugno al 29 settembre sotto la cura di Alberto Fiz e l’organizzazione di Electa, in cui Plessi rende omaggio nel suo stile iper-tecnologico e romantico alla grande storia di Roma. Le Terme di Caracalla d’altronde valgono davvero l’esperienza. Le volle regalare ai romani l’imperatore erede di Settimio Severo, come testimonianza somma del potere dei Severi.

Per realizzarle le cronache dell’epoca parlano di 9mila operai, per cinque anni di lavoro. Inaugurarono nel 217 d.C. nell’anno della morte di Caracalla. Rappresentano una meraviglia: oggi costituiscono uno skyline iconico nella passeggiata archeologica della Capitale, con strutture ancora conservate nella loro altezza. Ma non solo.

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