Roma, Domus Aurea: dopo duemila anni riemerge la Sala della sfinge


Un nuovo locale con una volta a botte sontuosamente affrescata è stato scoperto per caso durante un intervento di restauro. La direttrice del parco Archeologico del Colosseo: «Racconta le atmosfere degli anni del principato di Nerone»

Una sfinge e poi pantere e centauri rampanti: torna alla luce, dopo duemila anni nascosto nel ventre di Roma, una nuova sala della Domus Aurea neroniana completamente e sontuosamente affrescata.

Scoperta – di eccezionale valore – avvenuta per caso: i tecnici, infatti, stavano restaurando la volta di un ambiente attiguo, quando si sono accorti di questo splendido locale. «Rimasta nell’oscurità per quasi venti secoli, la Sala della sfinge ci racconta le atmosfere degli anni del principato di Nerone» spiega all’Ansa la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo.

La scoperta per caso

La scoperta risale alla fine del 2018, grazie ad un ponteggio per restaurare la volta della sala 72 della Domus Aurea, una delle 150 attualmente conosciute della dimora che Nerone si fece costruire nel 64 d.C dopo il grande incendio di Roma. «Ci siamo imbattuti in una grande apertura a nord della copertura della stanza» scrive nella sua relazione Alessandro D’Alessio, il funzionario responsabile della Domus Aurea. Le lampade che i tecnici avevano per illuminare i ponteggi hanno fatto il resto: «Con le luci artificiali è apparsa la volta a botte di una sala adiacente completamente affrescata» aggiunge D’Alessio.

Interrata

Un tesoro che si è scelto di mettere subito in salvo con un intervento che si è concluso agli inizi del 2019. Una larga parte della nuova sala poi, è ancora interrata, sepolta sotto quintali di terra su ordine degli architetti di Traiano (che proprio qui, sopra la reggia dell’odiato Nerone, fece costruire un complesso termale). Resterà così per chissà quanto tempo perché , per ragioni di stabilità, non è previsa la rimozione della terra.

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