Mercatini di Roma: il Mercato Esquilino


La rassegna dei mercatini dell’Urbe oggi ci porta al Mercato Esquilino, il più etnico tra tutti, dove si incontrano molti tipi di offerta

I mercatini sono sempre luoghi di incontro e scambio, qualche volta, anche tra culture diverse. E’ il caso del Mercato Esquilino, dove oggi è possibile trovare gli odori e i sapori più disparati in un contesto multietnico in cui è ancora possibile trovare realtà italiane di vecchia data.

Questa vena di incontro culturale è in realtà un retaggio congenito del mercato, nato verso fine Ottocento vicino alla stazione Termini, luogo di passaggio di merci e genti.

Il crocevia ferroviario a pochi passi dal mercato rende il luogo erede ideale dei porti fluviali e delle stazioni di posta dell’Antica Roma, dove confluivano mercanti da ogni Provincia.

Dopo una prima risistemazione del mercato nel 1913, il Mercato Esquilino si espande e rimane un luogo popolato anche durante il Ventennio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale i vicini portici ospitano la Borsa Nera e alla fine del conflitto nasce l’idea, rimasta sulla carta per anni, di spostare il mercato da Piazza Vittorio ad uno spazio coperto.

Mentre diverse amministrazioni comunali si succedono e l’idea del mercato coperto rischia di naufragare, il quartiere si trasforma. Sui banchi del Mercato Esquilino si fanno strada spezie dall’odore penetrante e ortaggi dalle forme bizzarre.
Il trasferimento negli spazi coperti avviene finalmente nel 2001, quando l’intero Mercato va in gestione ad una cooperativa che raccoglie i rivenditori.

L'esterno del mercato esquilino, tra i mercatini più etnici di Roma

Il mercato

Gli spazi principali sono quelli nell’ex caserma Sani, cui si accede da quattro ingressi. Tra i prodotti si trova l’offerta più fuori dal comune: spaghetti cinesi, salse, salumi e carni romene, spezie da tutti gli angoli del mondo e riso di tutte le forme.

Dietro i banchi si trovano spesso persone nate in luoghi fra loro molto distanti che hanno imparato a condividere. Un esempio è quello di Patrizia, Pino e Akim venditori di alimentari.

Ma il Mercato Esquilino non è solo dedicato ai generi alimentari, non mancano abbigliamento, valigie e tessuti.

Il motto del mercato “diversità elemento di vita” è divenuto anche il titolo dell’opera dello street artist Mauro Sgarbi sulle pareti esterne del mercato delle stoffe, prima di una serie ancora in realizzazione. Tra le attività più interessanti nel mercato c’è il giardino dell’associazione Respiro Verde, curato dall’artista botanico Massimo, che salva e scambia le piante “abbandonate”. Lo spazio, a metà tra il mercato e l’Università ospita tante piante dal significato simbolico. Come l’albero di kaki proveniente da Nagasaki, la città distrutta dalla bomba atomica, parte di un progetto dell’artista giapponese Tatsuo Miyajima.

Insomma un luogo fuori dal comune, per un esperienza romana davvero particolare.

Condividi con:


Lascia un commento

Connect with:




Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *