Le aziende della cultura


Un’analisi di Intesa San Paolo e Mediocredito, pubblicata dal Corriere della Sera, pone sotto la lente le aziende che fanno della cultura il loro business. Ecco i punti salienti.

Abbiamo visto in diverse occasioni come le piccole e medie imprese italiane dimostrino una tenuta invidiabile, nonostante tutte le difficoltà amministrative e fiscali. Oggi, grazie ad un focus di Intesa San Paolo e Mediocredito, vediamo come questo valga anche per le aziende della cultura.

Parliamo di tutte quelle imprese che trattano di iniziative culturali, di turismo e di creatività. Si tratta di realtà forti, ma al momento ancora minoritarie. Parliamo infatti del solo 2,3% del valore aggiunto in Italia, contro il 4% della Gran Bretagna e il 2,8% della Francia.
Per quanto riguarda l’occupazione, questo si traduce in circa 830 mila persone impiegate, ossia il 3,6 % degli occupati in Italia.

Un dato che ha tutte le potenzialità per crescere, visto l’enorme bagaglio culturale in Italia e il gran numero di creativi e giovani imprese. Ma cosa serve per innescare questa crescita?
La giornalista Enrica Roddolo, del Corriere della Sera lo ha chiesto a Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa San Paolo.

Secondo lui la chiave sta in azioni a sostegno delle piccole e micro imprese, visto che per la maggior parte parliamo di aziende con meno di dieci addetti.

Nonostante le piccole dimensioni, parliamo di imprese con una grande propensione all’investimento, in particolare nel settore comunicazione e marketing. Questo perché diventare visibili è un imperativo imprescindibile per rimanere sul mercato e trovare risorse.

Intesa San Paolo

 

L’indagine, realizzata con la collaborazione di Fondazione Fitzcarraldo, Aesvi, Agis Lombardia, Aie, Federculture e Federvivo, mostra un mondo variegato che include spettacolo dal vivo, musei, editoria, musica, produzioni video e cinematografiche.

Riguardo ai mezzi per aiutare queste realtà, la proposta è quella di soluzioni di micro credito ad hoc, fatte su misura per ogni attività. Tra le maggiori difficoltà che le aziende culturali incontrano, infatti, c’è l’inadeguatezza dei mezzi finanziari.

A questo proposito, Mediocredito, ha già aperto un tavolo di lavoro dedicato a cinema e audiovisivo.
Insomma, i gruppi bancari mostrano un nuovo interesse verso queste piccole aziende dedite alla cultura. Un interesse che lascia ben sperare nelle opportunità future.

Condividi con:


Lascia un commento

Connect with:




Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *