L’artigiano siciliano conosciuto in tutto il mondo per i suoi papillon


Si chiama Carmelo Nicotra, ha 35 anni e viene da Favara, in Sicilia. Ha studiato arte ma si è reinventato un mestiere in un settore di nicchia ed ora vende i suoi papillon vintage, eleganti ed estrosi in tutto il mondo

Un giovane artista di successo (con alle spalle diverse mostre, anche internazionali) che, a un certo punto, spinto dalla sua passione vintage, un po’ per caso decide di dedicarsi all’artigianato nella moda: così, ritagliandosi un suo mercato di nicchia e forte dell’e-commerce, ha “messo il fiocco” a tutto il mondo.

Il favarese Carmelo Nicotra, 35 anni, con la sua impresa Scocca Papillon (quasi un «incidente di percorso», come la definisce lui), produce appunto papillon che dalla Sicilia arrivano ovunque, persino a Honolulu e in Nuova Zelanda: un accessorio apparentemente démodé che invece, reinterpretato, conserva il suo fascino estroso o da cerimonia, a seconda di come viene coniugato.

Carmelo Nicotra, 35 anni fondatore di Scocca Papillon

Dopo la laurea all’Accademia di Belle arti di Palermo, Carmelo Nicotra, stella nascente siciliana nel campo dell’arte visiva, ha fatto diverse mostre ed esposizioni in Italia e all’estero: «Tra le altre, a Milano, Torino, Napoli, Pisa, Mestre,   Venezia, spesso Palermo, Favara, Messina, Agrigento, Catania e anche Boston e Berlino». Con la Farm Cultural Park, d’altronde, il giovane favarese respirava da sempre arte.

Tuttavia, aveva già fatto domanda di insegnamento a Milano, dove voleva trasferirsi in quanto il capoluogo meneghino è  capitale italiana dell’arte contemporanea.

«Nel frattempo – racconta – sono sempre stato una persona creativa e attiva qui a Favara e ho avuto un’idea bizzarra: organizzare una mostra mercato vintage alla Farm Cultural Park. Nel 2012, questa mia passione per il vintage, le cose usate, per il senso critico del consumo etico non era infatti molto diffuso, ma a me piaceva molto l’idea di dare una seconda vita alle cose. Nell’ambito di questo evento, con i miei amici abbiamo  venduto vestiti di un negozio chiuso da anni a Favara. Da questi vestiti, ho avuto l’idea di inserire in questo mondo vintage anche il papillon perché avevo intuito – leggendo online le riviste di moda e style – che era un accessorio che stava tornando prepotentemente sulla scena».

Carmelo Nicotra ha allora proposto alla madre sarta di realizzare per l’occasione alcuni papillon, utilizzando scampoli di campionari di un negozio di divani di Favara e altri tessuti racimolati in esercizi commerciali chiusi. «Abbiamo così voluto dare una seconda vita a stoffe che altrimenti sarebbero state buttate: mi interessava l’idea di un consumo critico delle cose e soprattutto nuovo, con tessuti alternativi, perché in giro vedevo solo cravatte e papillon abbastanza noiosi. Ho voluto fare un accessorio più casual, giovane, estroso. La prima sera ne abbiamo presentati una decina e hanno avuto un successo incredibile».

Un anno di vendite col passaparola e poi, spinto dagli amici, la decisione di farne una vera e propria attività. Con un po’ di titubanza perché «avevo già in mente di trasferirmi a Milano, artisticamente lavoravo bene e pensavo che, se mi fossi messo a fare questo, mi sarei distratto e non avrei avuto più tempo per dedicarmi alla mia arte. Però ho anche pensato che i treni vanno presi al volo: vedevo che questa idea aveva grandi potenzialità e mi sembrava un peccato perdere questa opportunità, per cui ho deciso di provarci».

Unendo tradizione e innovazione: da non nativo digitale, ma aperto al mondo, Carmelo Nicotra si è associato alla piattaforma online di e-commerce Usa, Etsy, all’epoca da poco arrivata anche in Italia. E così, partendo dall’idea che «occorre essere un po’ più austeri e valorizzare i prodotti fatti a mano, dando una seconda vita alle cose, all’inizio ho utilizzato solo tessuti riciclati e destinati ad essere buttati da negozi di tappezzerie che mi cedevano campionari o scampoli. Poi ho avuto la grande fortuna di trovare il negozio del nonno di un mio amico, chiuso da 20 anni, che stava per buttare un intero magazzino: lì ho trovato tessuti degli anni ’80-’90, stoffe meravigliose che non esistono più. Era bello dare importanza a quei tessuti che, destinati a perdersi, diventavano invece pezzi unici e, come tali, preziosi. Questa idea di recupero mi affascinava tantissimo. Per cui ho incentrato tutto il progetto su questa filosofia di recupero e riciclo».

Ma Carmelo Nicotra era anche ben consapevole che  dietro la vendita online ci deve essere un’attenzione ai minimi particolari («dall’oggetto stesso al packaging, tutto deve essere impeccabile»): per tre mesi si è quindi dedicato alla progettazione e all’avvio dell’attività, forte dell’appoggio della mamma sarta che ha deciso di supportarlo con il proprio lavoro.

«Mi sono iscritto a Etsy e da allora si è aperto un mondo: questa è una piattaforma incredibile di e-commerce   che valorizza l’artigianato in tutto il mondo. Abbiamo   effettuato la prima vendita dopo due settimane a Torino, poi dopo 3 settimane a Rio de Janeiro, quindi in Australia e via via in tutto il mondo, specialmente negli Usa dove la cultura delle vendite online nel 2012 era già molto diffusa. Adesso devo dire che vendiamo un buon 50% in Italia. In Europa abbiamo tantissimi clienti in Francia e Germania, ma con Etsy  non ci sono limiti: ho spedito anche in Madagascar, in Nuova Zelanda, a Honolulu».

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