L’arte del paper cutting: le creazioni di Mohammed El Hayoui


Un’arte che viene da lontano, che ricorda antiche tradizioni, culture e suggestioni quasi ormai del tutto dimenticate. Completamente intagliato a mano, “Il Delatore” è un’opera realizzata in cartone dal giovanissimo Mohammed El Hayoui

Una precisione certosina così forse non si era mai più vista dai tempi delle miniature nelle abbazie medievali. Una sapienza ed una fermezza nel controllo delle proprie mani e nell’uso della carta che quasi fa arrossire se la si confronta con le nuove tecnologie digitali, le stampanti laser e la moderna grafica computerizzata.

Un’arte che viene da lontano, che ricorda antiche tradizioni, culture e suggestioni quasi ormai del tutto dimenticate. Completamente intagliato a mano, “Il Delatore” è un’opera realizzata in cartone dal giovanissimo Mohammed El Hayoui, nato in Marocco, ma naturalizzato italiano da quando aveva due anni.

Dodici tavole che rappresentano un percorso fatto di 12 porte, dalla più piccola alla più grande, dalla più semplice alla più elaborata, senza alcuna scritta o grafica se non un potente e monocromatico colore rosso. Le decorazioni che si vanno via via sempre più arricchendo evocano le tipiche lavorazioni artigianali delle manifatture marocchine, gli archi ogivali, i rosoni geometrici, gli intagli e gli intarsi delle finestre e degli usci caratteristici dei più elaborati e preziosi palazzi principeschi. Realizzato, come ha spiegato lo stesso artista, in fase di Ramadam, questo progetto di paper cutting è frutto di una concentrazione altissima proprio perché realizzato senza avere la necessità di interrompersi per bere o mangiare.

La porta come passaggio, come ingresso, come nascita, come rinascita, come vita. Rosso come l’energia vitale, come la sessualità, come il peccato, come l’eterno femminino. Il percorso come passaggio tra due mondi, dall’ignoto al conosciuto, dal buio alla luce.

I rimandi e le speculazioni filosofiche su quest’opera sarebbero davvero infiniti, pieni di interpretazioni e ricchissimi di spunti alla riflessione. Ci si potrebbe perdere in lunghissime dissertazioni, ma, come in ogni vera opera d’arte degna di tale nome, la bellezza di questo delicatissimo manufatto va apprezzata da ogni spettatore a modo proprio, facendosi trasportare dall’immaginazione e lasciandosi suggerire ciò che più colpisce. Più che da ammirare, “Il Delatore” è da vivere, entrandoci dentro pagina dopo pagina come Alice in un mondo delle meraviglie dal sapore marocchino.

Fonte: HelloStyle

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