In cucina con i Sumeri e i Babilonesi: ecco cosa mangiavano


Ricette di 4000 anni fa, scritte in cuneiforme, rivelano una gastronomia raffinata e sorprendente per un’epoca così arcaica: zuppe e stufati aromatici, molteplici pani e la prima birra della Storia

Immaginate una cucina che offre centinaia di tipi di zuppa e 18 tipi di formaggio diversi. Un luogo dove si preparano 300 tipi di pane con farine differenti, spezie e ripieni di frutta e questi pani si possono ordinare in forme speciali che vanno dalla più classica foggia a cuore a quella di seni di donna.

Un luogo dove funghi simili al tartufo venivano portati in tavola insieme a – può fare un po’ impressione, ma si tratta di un cibo che sembra tornerà sulle tavole – snack a base di grilli sottaceto. Piuttosto moderno, vero? Eppure stiamo parlando del Medio Oriente di 4000 anni fa. Principi e sacerdoti dell’antica Mesopotamia sembra infatti fossero veri gastronomi e di prim’ordine anche, tanto da avere a corte dei veri e propri chef.

La Mesopotamia, una striscia di territorio tra i fiumi Tigri ed Eufrate che fa parte dell’odierno Iraq, è da tempo considerata la culla della civiltà, ma potrebbe agevolmente essere considerata anche culla dell’alta cucina.

La più antica ricetta di birra conosciuta

Il più antico libro di ricette del mondo

Decifrando i simboli in scrittura cuneiforme su alcune tavolette che si trovavano all’Università di Yale, nel 1985 un ricercatore francese di nome Jean Bottero ha scoperto quello che sembra essere il più antico libro di ricette mai ritrovato al mondo. Scritto in accadico, un antico linguaggio babilonese, le ricette sembra siano state scolpite intorno al 1700 avanti Cristo.

«Una cucina di stupefacente ricchezza, raffinatezza e sofisticazione – scrive il ricercatore descrivendone le caratteristiche sul Biblical Archeology magazine – che risulta sorprendente in un periodo così arcaico. prima non avremmo mai pensato che la cucina di 4000 anni fa fosse così avanzata».

Una delle tavolette decifrate da Bottero. In questa, in particolare, sono menzionate sette ricette. La seconda si pensa sia un piatto a base di pernice

25 ricette, molte di stufati

Le tavolette meglio conservate rivelano 25 ricette, con grande enfasi su speziati e aromatici stufati di carne. Ma se state già pensando di proporre agli amici una cena insolita grazie alle istruzioni in cuneiforme, dovrete essere dei cuochi provetti. Le ricette infatti, tendono a soffrire di quella che uno storico ha chiamato «la sindrome da istruzioni della nonna», tipo: «mettete un pizzico del nostro mix di spezie, la quantità giusta delle verdure che ci piacciono e fatelo cuocere fino a che sembra a puntino». Un po’ generico, no?

Come se non bastasse, nessuno sa cosa siano alcuni degli ingredienti citati. Siamo cioè in grado a oggi di tradurre il suono delle parole scritte, questo è sicuro, ma chi mai saprà che tipo di vegetali fossero quelli descritti con il suono «shumgud» o «shumhush»? Possiamo solo tirare a indovinare. Ecco però cosa sappiamo.

Le tavolette raccontano soprattutto di stufati di carne, aromatizzati con aglio, cipolle e porri, ma anche menta, ginepro, e quelli che sembrano essere semi di senape, coriandolo, cumino, oltre ad altre erbe e spezie selvatiche. Le carni elencate sembrano prevalentemente di cacciagione. Cervo, gazzella, agnello, montone, piccioni e altre tipologie di uccelli venivano preparati in uno stufato rosso – chiaramente non di pomodori, che arriveranno in Medio Oriente solo fra qualche millennio – uno stufato bianco, uno stufato acidulo e uno su cui venivano cosparse briciole di pane.

Continua a leggere su La Stampa

Condividi con:


Lascia un commento

Connect with:




Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *