Il progetto che trasforma i giovani inoccupati in talenti della ceramica


A Nove, città della ceramica, è stato lanciato un progetto innovativo per promuovere l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani disoccupati. L’obiettivo è trasformarli in talenti della ceramica

Vengono definiti “Neet” – Not (engaged) in Education, Employment or Training – e sono gli “inattivi” del mondo del lavoro, cioè figure che pur avendo concluso il proprio ciclo educativo e formativo non sono alla ricerca di un’occupazione.

Un fenomeno che in Veneto colpisce quasi un giovane su 5 nella fascia d’età 15-29 anni, e che stride in particolare se si pensa che in molti settori economici e imprenditoriali vale il problema opposto, ovvero l’assenza quasi totale di ricambio generazionale. Tra questi, i mestieri legati alla manifattura artistica e tradizionale, dove la trasmissione di saperi ed esperienze è d’importanza vitale a garanzia della sopravvivenza di un intero sistema economico territoriale.

Una soluzione unica al duplice problema è stata messa a punto e si chiama Cer.T.A. (che sta per CERamica Territorio Artigianato). Il progetto è promosso dal Liceo Artistico “G. De Fabris” di Nove, nell’ambito del Bando Scuola Giovani e Mondo del Lavoro indetto dalla Fondazione Cariverona, e sostenuto anche da CNA Vicenza.Cer.T.A. – CERamica Territorio Artigianato – è stato presentato lo scorso fine settimana alle imprese potenzialmente interessate a sviluppare progetti di inserimento professionale.

Il target primario sono le aziende artigiane appartenenti al distretto della ceramica di Nove. L’obiettivo è promuovere con loro percorsi innovativi d’inserimento per 20 giovani diplomati al momento inattivi, fornendo competenze pratiche e tecnologiche di alta specializzazione per rendere loro, e per estensione le imprese stesse, più competitivi di fronte alle sfide di mercato.

Nove, come segnala Wikipedia, è conosciuta nel mondo come “La Città della Ceramica” perché da secoli qui si fa ceramica, attività artistica favorita da una congiunzione di fattori politici, economici ed ambientali favorevoli, che è esportata e conosciuta in tutto il mondo. Oggi – segnala la CNA – sono attive circa 120 aziende tra Nove (la maggior parte) e Bassano, per complessivi 600 dipendenti impiegati; si va dalla bottega unipersonale alla realtà più strutturata di 30 dipendenti, e il lavoro è indirizzato soprattutto al mercato estero.

A livello di bilancio tra aperture e chiusure, dopo il calo a cavallo del 2008, la situazione oggi è stazionaria  e per la prima volta nel 2013 – dopo 35 anni – si è registrata l’apertura di una nuova attività. Il settore si sta rivelando attrattivo e dinamico per i giovani, perché associato allo sviluppo dell’interesse per i pezzi di design che anche all’estero ha iniziato a registrare una crescita di mercato.

In particolare le aziende sono impegnate nella produzione di piastrelle per pavimentazione e decori di stufe. E a settembre c’è la Festa della Ceramica, che diventa anche un momento di confronto fra le aziende del territorio e le maggiori realtà italiane ed europee di settore.

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