Il Comune studia bonus per chi usa la bicicletta: “Un premio per rendere più vivibile la nostra città”


Seguendo gli esempi di altre città come Bari e Cesena, l’amministrazione M5s punta a introdurre anche nella Capitale un sistema di incentivi alle due ruote. Il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefano al Fatto.it: “Siamo ancora nella fase dello studio di fattibilità. A me piacerebbe regalare biglietti degli autobus o ingressi gratuiti nei musei”

Andare in bicicletta a Roma potrebbe pagare. Nel senso che potrebbe essere proprio il Comune a retribuire gli indomiti ciclisti. L’amministrazione capitolina pentastellata, infatti, sta studiando la possibilità di introdurre un bonus in denaro – o attraverso altri benefit, si vedrà – in favore di chi utilizza le due ruote per i propri spostamenti. Una misura già sperimentata a Bari e a Cesena, dove gli enti pubblici rimborsano anche 25 centesimi a chilometro.

Enrico Stefano, Presidente Commissione Trasporti e Mobilità del Comune di Roma.

Nel capoluogo pugliese, addirittura, è previsto un incentivo per l’acquisto di una bicicletta nuova. A riverlarlo a ilfattoquotidiano.it è il presidente della commissione capitolina Mobilità, Enrico Stefano, che per mercoledì prossimo ha convocato una riunione ad hoc sul tema. “Siamo ancora nella fase dello studio di fattibilità – spiega il consigliere M5S – dunque è ancora presto per capire quanto tempo ci vorrà. Dovremo prima capire bene che tipo di premialità inserire, parlare con la società che ha il brevetto di questo sistema e poi fare un passaggio in Avvocatura per i dettagli giuridici”. Però “ci stiamo lavorando seriamente – assicura Stefano – il nostro intento è quello di intraprendere tutte le azioni possibili per disincentivare l’utilizzo del mezzo privato, specie delle automobili e promuovere la mobilità alternativa e condivisa”.

L’applicazione cui fa riferimento il consigliere pentastellato è PinBike, brevettata dalla Fb Innovation srl di Corato, in provincia di Bari. Il sistema è piuttosto semplice: a chi aderisce al programma viene chiesto di installare sulla propria bicicletta una sorta di rilevatore che, in collegamento con la centrale, rende tracciabile il veicolo. Da remoto, come accade con il car-sharing, la sala operativa verifica gli spostamenti con il gps e, ovviamente, che la velocità sia compatibile con quella di una bicicletta. “Trovandoci in presenza di una tecnologia brevettata – spiega Stefano – forse non avremo bisogno di un bando pubblico. Basterà comunque seguire l’esempio degli altri comuni”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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