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Fringe Festival 2018

07 Gennaio - 28 Gennaio

Lunedì 7 gennaio al Mattatoio si apre la rassegna, per la prima volta in «versione invernale». Ospiti 36 compagnie da Italia, UK e Israele

Succede a Londra, a New York e adesso anche a Roma. È il Fringe Festival versione invernale, ospitato da lunedì 7 gennaio al 28 gennaio in tre spazi della Capitale: Mattatoio – La Pelanda, Teatro Vascello e Macro Asilo.

Per la prima volta in sette edizioni la kermesse smette di alzare il sipario al chiaro di luna durante l’Estate Romana. «Per non finire nel calderone dei tanti eventi estivi – spiega il direttore artistico Fabio Galadini – e per accendere la città col teatro indipendente pure nei mesi in cui i festival scarseggiano. Ma anche perché i costi di gestione degli eventi all’aperto sono diventati insostenibili e il Fringe, completamente autoprodotto e senza finanziamenti pubblici, rischiava di non garantire il meritato guadagno alle compagnie ospiti, che si finanziano con gli incassi del botteghino al netto delle spese».

Così il Fringe si accomoda a Testaccio, dove sono in programma le repliche degli spettacoli in gara (sei diversi ogni sera alternati su due palchi), poi nel museo di via Nizza con uno show immersivo e due talk dedicati alle visioni e previsioni sul futuro del teatro contemporaneo, infine al Vascello per la finale dove a eleggere il vincitore 2019 sarà la giuria composta dalla padrona di casa Manuela Kustermann, Flavia Mastrella, Antonio Rezza, Ulderico Pesce, Valentino Orfeo, Ferruccio Marotti, Giorgio de Finis e Pasquale Pesce. In premio una tournée di quattordici date nei teatri del circuito Zona Indipendente per la stagione 2019/2020.

A contenderselo trentasei opere in arrivo da Italia, Gran Bretagna e Israele, tutte rigorosamente mai rappresentate a Roma. «È stato l’unico paletto inserito nel bando – precisa Galadini – volevamo che il Fringe fosse l’occasione di assistere a spettacoli inediti per la città. Le compagnie, poi, hanno avuto massima libertà di temi, linguaggi e generi. E la selezione è stata faticosa, con un livello delle candidature altissimo, tanto che abbiamo stilato una sezione extra con trenta titoli non in concorso ma che sottoporremo comunque all’attenzione dei teatri che collaborano col festival».

Molti i lavori made in Rome. C’è L’amore dietro ogni cosa diretto da Guido Del Vento e tratto dall’omonimo romanzo di Simone Di Matteo, poi Candy, memorie di una lavatrice di Iris Basilicata e Giulia Gallone sullo sfruttamento femminile, Adamant di Margherita Laterza sulla vita ai tempi degli smartphone, Chiuso per solitudine di Orlando Placato con i grotteschi ritratti d’isolamento dei dopati di realtà virtuale, e Ragù bene comune di Fuori Contesto sul cibo come strumento di potere.

Mentre da Milano arrivano Le sorelle Prosciutti di Francesca Grisenti, Eva Martucci e Massimo Donati ed Expat Underground di CeciliaGragnani e Jvan Sica. «Dalla commedia dell’arte al noir, dalla commedia al teatro civile – conclude Galadini – così il Fringe racconta la società contemporanea».

Fonte: Roma Corriere

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