Droghiere


droghiereColui che vendeva al minuto, in negozio, droghe e generi coloniali. Per avere la patente di “Maestro” – anteriormente al XVI secolo – era necessario aver fatto un tirocinio di dieci anni presso una bottega. Scrive Antonio Martini (1965) che i droghieri, nello Statuto del 1760, si tenevano piuttosto nel vago, quanto alla definizione dell’arte. Erano droghieri fondacali coloro che avevano bottega o magazzino dove vendevano all’ingrosso o al minuto “pepe, cannella, cacavo, zuccari, cera e tutte altre specie di droghe tanto medicinali che d’altra specie”. San Sebastiano martire era il protettore dei droghieri.

Il droghiere dominava la drogheria: un negozio riconoscibile ad occhi chiusi per il buon odore, misterioso ed affascinante, che vi aleggiava in continuazione. Era il tipico, indimenticabile – per chi ha potuto sentirlo fino al 1940 circa – “odore di drogheria”; un odore unico nel quale erano fusi gli odori dei saponi, della cannella, della liquirizia, noce moscata, dei chiodi di garofano e del caffè venduto sciolto, aperto e non nei barattoli sigillati come ora. Cannella e liquirizia, noce moscata e chiodi di garofano venivano conservati in barattoli di vetro chiusi, dai quali sfuggiva un po’ di odore quando venivano aperti per venderne il contenuto.

Un’indagine venne condotta dall’Unione Fascista dei Commercianti della Provincia di Roma nel 1935 in una drogheria, non nominata, impiantata nel 1926 in un quartiere di nuova costruzione, alla periferia della città, abitata da ceto impiegatizio. Si rilevava che l’arredamento era semplicissimo: scansie intorno alle pareti, un bancone per la vendita lungo quasi tutta la lunghezza del locale, con sopra un’abbondante esposizione di cioccolato in tavolette, marmellate in scatola, da una parte – saponi, dentifrici da un’altra – e in fondo coloniali. L’estetica del negozio – si affermava – era di gradimento agli occhi dei passanti e l’interno dava un’idea di grande pulizia, ordine e precisione.

Documentazione ripresa da Antichi mestieri di Roma: un viaggio affascinante nel cuore della città tra artigiani, botteghe e venditori ambulanti alla riscoperta di curiosità, segreti e ambienti caratteristici di una vita urbana in gran parte scomparsa, Mario La Stella, Roma, Newton Compton, 1982

Immagini fornite da http://www.panbagnato.com/ e Olycom S.p.A.

Per approfondire:

http://www.italianways.com/prelibatezze-di-trastevere/

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