Della spiaggia sul Tevere oggi non rimane più nulla. “Spesi oltre 200mila euro”


Sul futuro della spiaggia realizzata sotto Ponte Marconi, è stata presentata un’interrogazione alla Sindaca. Marcucci e Marsella (MdP/Art1): “Sono stati spesi oltre 200mila euro ed è tornato l’abbandono: un fallimento totale”

Vi ricordate il progetto della spiaggia sul Tevere? Ne avevamo parlato qui

Sulla banchina di Lungotevere Dante, sotto ponte Marconi, è cresciuto un vasto manto erboso. A prima vista somiglia ad un verde pascolo che, in alcuni punti, è attraversato da piccoli sentieri. In realtà è tutto ciò che resta di Tiberis, la spiaggia sul Tevere.

Gli arredi, gli ombrelloni e le sdraio, sono stati rimossi da tempo. Anche dei campetti da beach volley non resta nulla. Il sogno  dell’amministrazione di riqualificare la sponda del fiume, puntando su un’area fruita dai cittadini, sembra sia completamente svanito. A ben vedere, nonostante le promesse e le attese, è durato poco. Poco più di due mesi.

Della spiaggia oggi non c’è più traccia

Un’apertura durata poco

“Il Comune, a fronte di una spesa smisurata, non è stato in grado di tenerlo aperto neppure per tutta l’estate, visto che quella spiaggia è stata inaugurata solo nell’agosto del 2019 – fa notare l’ex consigliere municipale di Arvalia Mirko Marsella (Mdp/Art.1) –  quello spiaggia è costata oltre 200mila euro ed ora tutta l’area è stata smantellata”.  Le condizioni in cui versa la banchina, la rendono in effetti irriconoscibile. E’ difficile pensare che lì, sul fine della stagione calda, vi fossero ombrelloni, sdraio, distributori di bevande e campetti sportivi.

L’interrogazione e lo spreco di risorse

“Come Articolo 1/MdP abbiamo presentato un’interrogazione in Municipio VIII – fa sapere Samuele Marcucci, capogruppo nel parlamentino di via Benedetto Croce – ci siamo rivolti direttamente alla sindaca per sapere quale sarà il futuro di un’area che sembra essersi caratterizzata per uno spreco di risorse perché, a fronte di quanto speso, sono stati pochissimi i cittadini ad esservisi recati”. Tra l’altro, anche sul piano ambientale, lo stesso Marcucci aveva sollevato delle remore, per il ricorso ad un gruppo elettrogeno che, per alimentare l’impianto, “ha consumato in poco tempo un migliaio di litri di benzina”

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