Cos’è la pizza scrocchiarella di Roma e come due ragazzi l’hanno fatta rinascere


La pizza scrocchiarella è la pizza di Roma. Era praticamente morta – o comunque non stava molto bene -, ma 180 Grammi Pizzeria le ha ridato vita.

Mettiamo subito in chiaro le cose: la pizza napoletana non è l’unica pizza tonda a cui pensare con la bava che scende dall’angolo della bocca.

Se a Napoli c’è il cornicione alto e morbido, a Roma la pizza deve scrocchiare. Non c’è un solo vecchietto in tutta Roma che vi risponderà che la pizza migliore sia quella napoletana. La pizza bassa romana, che fa crunch un morso sì e l’altro pure, è la memoria storica degli anni ’50. Degli anni ’60 e oltre. Finché non ha iniziato piano piano a svanire. A essere relegata sempre più alle pizzerie di quartiere o nelle due o tre insegne storiche. Perché è arrivata la pizza gourmet. Quella col cornicione altissimo. Quella di mezzo ma con farine integrali.

Jacopo e Mirko, i titolari di 180 grammi pizzeria a Centocelle. Fonte foto: Puntarella Rossa.

La storia che sto per raccontarvi è la storia di due amici quasi completamente allo sbaraglio che si sono messi in testa di far risuscitare la pizza scrocchiarella romana. In periferia.

180 Grammi Pizzeria Romana a Centocelle aveva tutte le carte in regola per essere uno di quegli investimenti fuori di testa. E invece da quando ha aperto non c’è stata una singola sera in cui non fosse completamente piena e impossibile da prenotare. Tranne quando la Roma ha giocato la semifinale, ovvio.

“La Pizza Co ‘n Botto De Mortazza.” Foto Lorenzo Orlandi | Romedia Studio. Fonte foto: Munchies Italia

Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro hanno fatto tutto da soli. E se Mirko aveva già la sua pizzeria al taglio e faceva la pizza in teglia poco più avanti rispetto a 180 grammi, Jacopo non sapeva nemmeno come si prendesse in mano una teglia da pizza. “Io sono un avvocato, lavoravo nello studio di mio padre. Ma sono malato di pizza, da sempre”, mi dice Jacopo a locale chiuso, mentre mi scolo la IPA artigianale che mi ha messo davanti.

“E mi sono messo in testa di imparare a farla. Perciò ho cominciato a vedere i video di Mirko su YouTube, dove aveva un canale che ti spiegava come fare la pizza romana in teglia a casa. La cosa è andata avanti, la passione era sempre più grande e così prendevo la bici e mi macinavo chilometri su chilometri da casa mia per cercare di parlare con Mirko nella sua pizzeria Pommidoro.”

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