Calzolaio e Ciabattino


PARTICOLARE DI MANI DI CALZOLAIO CHE CUCE LA SUOLA DI UNA SCARPA ORIZZONTALE, VERTICALE, INTERNO, B/N, UOMO, ADULTO, CUCIRE, ARTIGIANO, MESTIERE -SERIE-DELLE-MANI-NELL'-IMPIEGO-DI-LAVORI-DIVERSI-1947 NEG.31395 *** Local Caption *** 00054988

Calzolaio.

(Anche Calzolaro). L’artigiano che fabbricava le scarpe ed il negoziante che le vendeva. Tomaso Garzoni elenca (1589) alcuni tipi di calzature usate nei tempi più antichi come scarpe, pianelle, zoccoli, mule, stivali, burzacchini ed elenca anche gli strumenti del calzolaio artigiano che sono: “il misuradore, le forme, gli stampi, i coltelli, le lesine, gli aghi, il ditale, il guanto, lo spago, le setole di porco, le bolette, il martello, il capestro, le stecche, lo steccone, il calzadore, lo drizadore, il grembiale e la colla”.

La Confraternita dei Calzolai sorse a Roma nell’anno 1549 con i SS. Crispino e Crispignano come protettori e S. Dadalo martire comprotettore del SS. Sacramento e dei SS. Aniano e Nicolò.

Un editto del cardinale Vicario del 1703, permetteva ai calzolai, a Roma, nei giorni festivi di precetto, di poter calzare le scarpe fatte dentro le botteghe, tenendo solamente lo sportello (non la porta) aperta.

Oltre ai calzolai fissi, che in campagna stavano nei casali e nelle osterie, c’erano quelli ambulanti, per lo più originari di Ovindoli e Rocca di Mezzo. Giravano di casale in casale portando con sé un pezzo di suola, una scatola con gli attrezzi ed una sediola caricata sulla spalla.

A quel tempo non esistevano praticamente scarpe basse, anche perché le strade non erano tutte lisce, pulite e selciate. La scarpa dominante era lo stivaletto – quella con un piccolo gambale, per donna e per uomo – allacciato a dei gancetti di metallo, lungo la curvatura del piede e quindi della scarpa con lunghe stringhe o coi i bottoni e l’asola, dove il bottone entrava facendo uso di un apposito ferretto o strumentino.

Ciabattino.

(Anche Ciavattino). L’uomo che, ambulante o con piccola bottega, riparava scarpe usate e ciabatte. A. M. Salvini (1726) precisava che essi “ricuciono, rimbastiscono, racconciano, rappezzano, rattoppano e rattacconano le scarpe”. Gherardo Ferreri (1925) ricorda che (1850-1870) “per la estemporanea riparazione delle scarpe vi era una casta di ciabattini, in giro per la città con a tracolla un pezzo di cuoio conciato, da cui ritagliavano le suole e i tacchi allorché, trovato il lavoro, lo eseguivano in quattro e quattr’otto, seduti sulla soglia della casa, martellanti a tutto spiano su certi chiodi piuttosto da maniscalco che da ciabattino”.

Documentazione ripresa da “Antichi mestieri di Roma. Un viaggio affascinante nel cuore della città tra artigiani, botteghe e venditori ambulanti alla riscoperta di curiosità, segreti e ambienti caratteristici di una vita urbana in gran parte scomparsa”, Mario La Stella, Newton Compton Editori (1982)

Ente fornitore delle immagini: Lega di Cultura di Piadena e Olycom S.p.A.

Per approfondire:

http://amicomario.blogspot.it/2014/01/antiche-arti-e-mestieri-i-calzolai-nel.html

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