Artigianato al femminile: una storia di crescita


Con un 1,5 milioni imprese di artigianato a guida femminile, l’Italia è seconda in Europa. Sembra che il futuro del settore sia in rosa.

Secondo i dati di Confartigianato cresce del 3,3% rispetto all’anno scorso l’artigianato al femminile Made in Italy. Un dato, che pone l’Italia al secondo posto nel vecchio continente per numero di donne impiegate nel settore, preceduta solo dal Regno Unito.

Si tratta di un primato ottenuto grazie a più di un milione e mezzo di imprenditrici e lavoratrici autonome Italiane.

Il contributo di questa fetta di imprenditoria al Paese è più che rilevante: parliamo di 290,3 miliardi di euro solo per le imprese a guida femminile, cui si aggiungono 219,1 miliardi se contiamo ciò che producono le lavoratrici dipendenti.

E ad avere il merito sono principalmente le donne stesse e il loro spirito di intraprendenza, poiché per quanto riguarda le politiche nazionali, siamo tra gli ultimi in UE negli incentivi alle donne (e non solo) per conciliare lavoro e famiglia.

Artigianato al femminile, una donna all'opera

Secondo l’analisi di Confartigianato l’artigianato al femminile conta un tasso di natalità imprenditoriale maggiore a quello maschile. Le imprenditrici italiane hanno maggior coraggio e si pongono alla guida di realtà giovani ed altamente qualificate.

Anche per quanto riguarda i settori, non vi è una particolare distinzione di genere ed anche attività un tempo considerate maschili sono state conquistate con discreto successo.

I record di iniziativa femminile si registrano tra le under 35. Un dato che annuncia un futuro in rosa per il mondo dell’artigianato e delle piccole imprese. Una prospettiva incoraggiante, che dimostra la forza imprenditoriale delle nostre artigiane, cui auguriamo di continuare a crescere e fare impresa.

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