Al Pigneto scompare il famoso murales con la Lupa, sarà sostituito da cartelloni pubblicitari


Dopo quasi due anni di vita, il murales dipinto nell’ottobre 2017 da Luca Zamoc è stata rimosso. Sostituita, prima da una mano di vernice, ora da cartelloni pubblicitari

Quella lupa smunta, prosciugata – invece che dalla fame di vita di Romolo e Remo – dall’avidità delle tre rappresentazione di Stato, Chiesa e Criminalità, in un anno e mezzo era diventata un’icona, ogni giorno più attuale.

Il murales, dipinto da Luca Zamoc per il lancio della serie tv “Suburra” di Netflix, è stato rimosso e sarà sostituito da cartelloni pubblicitarii

Ma su quel murale non distante dalla stazione della metro C Pigneto pesava anche un contratto, con il colosso dell’on-demand Netflix. Dopo quasi due anni di vita, l‘opera dipinta nell’ottobre 2017 da Luca Zamoc e curata da MURo – il Museo di urban art nato dalla passione e l’impegno dell’artista e curatore David Vecchiato, è stata rimossa. Sostituita, prima da una mano di vernice, ora da cartelloni pubblicitari.

Si trattava infatti di un lavoro realizzato per il lancio della serie tv “Suburra“, basata sul romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. “Da contratto sarebbe dovuta essere rimossa lo scorso novembre, è già una bella notizia che sia rimasta su più a lungo” spiega Zamoc, modenese classe ’86. I residenti del condominio, infatti, da accordi con la piattaforma online percepivano un compenso per “ospitare” l’opera sulla facciata del loro palazzo.

Prima il palazzo appariva così

Ma, a quando riferisce Vecchiato a nome dell’associazione l’associazione MURo – che ha lungamente lavorato per raggiungere un accordo tra le varie parti, “i condomini non si erano mai mostrati troppo amanti della street art, e avevano accettato l’opera solo perché legata a una scadenza ben precisa. Hanno fatto pressione, noi ci siamo battuti, ma alla fine non si è potuto fare altro”.

Dal giorno della rimozione, avvenuto una decina di giorni fa, i messaggi di solidarietà, anche di disperazione verso la perdita della lupa di Suburra non si contano. E non possono che riaprire la riflessione che contrappone una forma d’arte effimera per eccellenza al desiderio di conservazione “eterno” di essa.

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