Addio a Le Artigiane


Il 19 gennaio dovremo dire addio (o forse arrivederci) ad un’attività per la quale proviamo un particolare affetto: “Le Artigiane”

E’ il tipo di notizia che non vorremmo mai dare e che ci lascia un grande amaro in bocca. Un’altra attività dell’artigianato romano ha dovuto arrendersi e il 19 gennaio chiuderà i battenti. Parliamo di “Le Artigiane”, un progetto di artigianato al femminile che con il suo punto vendita in via di Torre Argentina, dava possibilità di espressione a molte attività del territorio e anche di altre regioni.

Un addio questo, che conclude l’avventura iniziata anni fa da Livia Carchella Bruna Pietropaoli, due amiche che alle soglie del nuovo millennio hanno deciso di scommettere sull’artigianato.

Ne abbiamo parlato con Livia, una della due fondatrici, a cui abbiamo chiesto di raccontarci questa storia dal suo inizio.

E’ iniziata nel ’99, conoscevamo tanti artigiani allora.” racconta “Ho sempre odiato i marchi, i loghi e le marche impersonali. Siccome in quegli anni internet si stava sviluppando abbiamo pensato di creare un sito che fosse dedicato all’artigianato, in particolare all’artigianato femminile. Questo perché la donna comunque ha sempre delle difficoltà in più, nel mondo del lavoro in generale e in particolare in questo settore.

Un’iniziativa pionieristica, che le vede tra i primi e-commerce in Italia. “L’idea ha avuto molto successo” continua Livia “siamo state le prime ad aprire un sito di questo tipo. Abbiamo anche vinto dei premi per questo, siamo arrivate terze al premio dell’IBM per le imprese digitali. Non facevamo solo vendita, ma creavamo anche una rete con il nostro forum, che poteva contenere annunci di ogni tipo, in stile Porta Portese. Lo chiamavamo “TAM TAM“.”

Un luogo del saper fare a tutto tondo

Gli inizi di “Le Artigiane” sono dunque una storia di successo, celebrato anche dai giornali, e di grandi adesioni. Nonostante l’11 settembre e la bolla di internet, “Le Artigiane” decide di non vendere e di continuare il suo lavoro innovativo.

Livia ci racconta che al momento della registrazione del marchio, la loro attività era talmente nuova che non aveva categoria e dovettero registrarsi come venditrici porta a porta di elettrodomestici.

Ma “Le Artigiane” non è un luogo di sola vendita, già dai primi anni del 2000 cominciano le prime attività di divulgazione, con dei video su dischetto, acquistabili tramite il sito, che insegnano le tecniche basilari di artigianato.

Questa vena divulgativa e istruttiva ha poi avuto un suo ulteriore sbocco nel 2005 con la prima sede fisica di “Le Artigiane”, dove arrivano mostre ed esposizioni di prodotti. “Con le nostre mostre siamo state anche a Bologna, a Venezia per la festa del cinema, ad Arezzo… venivano artigiane da tutta Italia.”

L’epilogo

Quali sono dunque le difficoltà che hanno portato alla sofferta decisione di chiudere? La risposta è fin troppo conosciuta: “Solo quelle economiche. E’ stata una scelta dolorosissima, presa un anno fa. Ho deposto le armi e mi sono rassegnata, ho capito che non c’era più possibilità, così ci siamo date un termine ultimo entro il quale risollevarci o chiudere.

Abbiamo cercato di organizzare eventi tematici, anche con il mondo della ristorazione, ma è difficile trovare qualcuno allineato con la nostra visione, c’è molta paura. Molte ditte artigiane che collaboravano con noi hanno chiuso, in più c’è da considerare l’affitto e le difficoltà fiscali. Essere in regola come lo siamo noi è costoso. I vigili ci hanno fatto ciclicamente dei blitz in cui ci trattavano come se stessimo rubando in chiesa.[…] E’ stata una bellissima esperienza, ma è andata così.

Le chiediamo se questo è un addio o un arrivederci, perché tutto sommato abbiamo bisogno di iniziative come la sua.

“Vorrei che fosse un arrivederci, ma non lo so” è tutto ciò che ci può dire. Una storia che fa riflettere e che lascia un grande amaro in bocca, ma anche una nota di rabbia verso una gestione del mercato che sembra ignorare completamente le esigenze del settore artigiano.

Condividi con:


Lascia un commento

Connect with:




Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *