6 mestieri antichi che a Roma non esistono più 1


Ci sono antichi mestieri che oggi non esistono quasi più, scomparsi con lo sviluppo tecnologico e con il progredire del tempo. Professioni artigiane che hanno segnato la tradizione e la storia del nostro paese. Quali erano a Roma i mestieri antichi, quegli artigiani che oggi non esistono quasi più? Ne abbiamo selezionati 6

1 – Il Bottaio

Costruire botti è una vera e propria arte che consente, assicurano gli intenditori, di dare al vino il giusto sapore. Il mestiere è però tra quelli che lo sviluppo tecnologico ha definitivamente condannato alla scomparsa. Ormai i recipienti in legno, tra l’altro sempre più spesso prodotti industrialmente, sono utilizzati soltanto per vini e liquori pregiati. Per gli altri vengono invece impiegati contenitori di materiali differenti, vetroresina in particolare, più economici e durevoli ma anche più leggeri ed agevoli da pulire.

2- Il Doratore

Occorrono una pazienza ed una grazia fuori dal comune per riuscire ad applicare sul legno, appositamente preparato con un lungo ed accurato procedimento, quelle particolari foglie di argento ed oro zecchino talmente sottili che si accartocciano ad ogni minimo movimento, e che persino un respiro fa volar via. E’ quindi sorprendente la disinvoltura degli artigiani più esperti, la naturalezza e la padronanza con cui usano queste lamine che soltanto una lunga pratica consente di tenere a bada.

I doratori (o indoratori, come venivano definiti un tempo), abili superstiti di un’attività in passato particolarmente florida a Roma, sono oggi sempre più rari. E’ comunque possibile trovare ancora, nei rioni storici della città, ad esempio – ma non solo – nei dintorni di via dell’Orso, alcune botteghe dove vengono “curati” candelieri, cornici ed altri oggetti in legno dorato e laccato.

3- Il Cesellatore

L’arte del cesello nasce quando l’uomo, scoprendo il metallo ed il modo di fonderlo, servendosi di attrezzi da lui stesso creati con materiali più duri, realizza oggetti di uso pratico come le armi per la caccia o per la difesa. In seguito, migliorando nella tecnica di lavoro, crea oggetti con funzioni religiose e di ornamento personali, realizzando così i primi gioielli. Nei secoli, dalle varie civiltà, sono arrivati a noi autentici capolavori di questa meravigliosa arte. Esemplari unici, realizzati spesso con tecniche a noi sconosciute.

La cesellatura, fin dai tempi più antichi del suo utilizzo, è stata usata in svariati settori: oreficeria, argenteria, decorazione delle armi, in campo religioso, ecc…per poi arrivare,  in tempi più moderni,  all’abbellimento di oggetti comuni a uso casalingo. Il primo utilizzo del cesello risale alla notte dei tempi, e ancora oggi è impossibile stabilire una data alla quale si possa riportare i primi passi di una creazione artistica mediante questo strumento.

4- Il Ramaio

Un’altra figura pressoché scomparsa è quella del ramaio, o calderaio, un autentico artista che da un semplice foglio di rame sapeva tirar fuori pentolame di ogni grandezza e varietà’ e tanti altri oggetti di ogni tipo. Per farli si serviva del rame.

 Il rame si acquistava in fogli, si aggiustava tagliandolo con grosse cesoie e si batteva a caldo con il martello, aiutandosi con forme di vario tipo, a seconda del lavoro che si intendeva realizzare. Man mano che il lavoro procedeva si saldavano i bordi tra di loro. Il lavoro era faticoso, perché bisognava battere il rame finché era ancora caldo, non si poteva far freddare, ed anche perché si usavano spesso martelli grossi e pesanti. La bravura dell’artigiano si vedeva dallo spessore del manufatto, che doveva essere uniforme, dalla forma ben aggraziata e dalla precisione delle rifiniture

5- Il Conciapelli

Si tratta dei lavoratori del settore conciario: si occupano della prima lavorazione e rifinitura del cuoio, delle pelli e delle pellicce, che portano a diverso grado di rifinitura per la confezione di capi e complementi di abbigliamento e accessori.

Il mestiere della concia delle pelli, attribuita nel passato ai conciapelli, esiste tutt’ora, ma a livello industriale, nelle specifiche aziende conciarie, come per la carta o le stoffe.

6- Il Barcarolo

“Er barcarolo va contro corrente” recita la famosa canzone Baracarolo romani, musicata e cantata da Romolo Balzani. Questo mestiere ha accompagnato le vicende cittadine per secoli, quando il Tevere era uttilissima via di comunicazione cittadina non solo per la gente ma anche per le merci.

In città esistevano i barcaroli, che traghettavano i passeggeri lungo il corso del Tevere, quelli che svolgevano il servizio di attraversamento da sponda a sponda e quelli che che risalivano il fiume per portare le merci ad Ostia fino in città.

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