Rivivere il passato, la storia di Monica Silvestri 2


Quali erano i giochi degli antichi romani? E quelli degli etruschi e dei greci? È possibile riportare in vita i passatempi di antiche e perdute civiltà?  

Monica Silvestri,  quarantatré anni, proveniente da Genzano (RM), probabilmente si è chiesta le stesse cose. Laureata in conservazione dei Beni Culturali con indirizzo archeologico, ha dato vita ad un progetto fantasioso, dai contorni fiabeschi e mitologici: Ludus in Fabula.

Si chiama così il progetto di Monica che, seguendo diverse tecniche di archeologia sperimentale, ha riportato in vita gli antichi giochi da tavola che utilizzavano i romani, i greci, i sumeri, gli etruschi e anche diverse civiltà in epoca medioevale.

Ma nulla è nato per caso. Partendo dallo studio di reperti e documenti, visitando e studiando nei musei siti archeologici nazionali e internazionali, Monica ha ricreato venticinque diversi giochi da tavola ricostruendo a mano la stessa di tipologia di oggetti che venivano utilizzati in quell’epoca: dadi, pedine, lancia dadi.

La cosa particolare, che rende unica la sua idea, è che ogni oggetto è ricostruito cercando di utilizzare gli stessi materiali di quelle antiche civiltà: il legno, la terracotta, il cuoio, la pasta di vetro, la pietra.

Un esempio di gioco da tavola realizzato da Monica

Il risultato è una sequenza di giochi da tavola handmade, archeologicamente certificati da studi e ricerche, riprodotti fedelmente. Una sapienza artigianale che Monica ha ereditato dal padre e che le ha permesso di unire un sapere pratico e teorico.

«Durante gli anni degli studi universitari ha avuto modo di conoscere due giochi da tavolo di epoca romana che si utilizzavano come intrattenimento nei campi scuola di archeologia sperimentale. Da allora ha cominciato a cercare informazioni sui giochi da tavolo antichi e non si è più fermata. »

Recita così la sua biografia, sul suo sito.

Oggi Monica espone e vende i suoi giochi partecipando a fiere nazionali di settore, e utilizzando anche la pagina social. Qui, sul sito ufficiale, potete trovare l’elenco dei giochi che ha realizzato.

In un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato qual è il suo obiettivo:

«I giochi antichi oltre a sviluppare numerosi aspetti positivi, quali la logica e  la riflessione – conclude l’archeologa – potrebbero insegnare ai piccoli le regole della condivisione, lo spirito di squadra ed il piacere della socializzazione».

Quelli di Monica non sono solo giochi, ma narrazioni, piccole storie di vita che emergono da epoche lontane, da antiche civiltà che possiamo solamente immaginare. Ma che oggi, forse, in piccola parte, possiamo anche provare a rivivere.

Articolo a cura di Andrea Minciaroni – redazione@roma-artigiana.it

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