Presepi in piazza di Spagna e piazza Navona


piazza-navona-shoppingTornano i tradizionali presepi in piazza di Spagna e piazza Navona.

Fino al 9 gennaio, romani e turisti potranno ammirare le tradizionali opere allestite dalle maestranze romane, tra cui quelle del Teatro dell”Opera, guidate dalla Sovrintendenza capitolina. Un plauso anche dal vice sindaco Luca Bergamo: “Si tratta di fine artigianato”.

IL PRESEPE DI PIAZZA DI SPAGNA – Realizzato dal Comune per la prima volta nel 1965, il presepe accoglieva allora le statuine dello scultore leccese Antonio Mazzeo in una scenografia progettata dal pittore romano Angelo Urbani del Fabbretto e realizzata dallo scenografo Vincenzo Confidati.

L’ambientazione e le figure erano ispirate alle caratteristiche scene popolari romane ottocentesche rappresentate da Bartolomeo Pinelli e per questo il presepe assunse l’aggettivo di ”pinelliano”. Il presepe attuale è una ricostruzione recente (1986-1988), ma ripropone fedelmente l”originale, sia nella scenografia in legno e vetroresina, sia nelle statuine in cartapesta: i 33 personaggi, alti circa 70 centimetri, sono opera delle botteghe ”I Messapi” e ”De Tommasi” di Lecce.

Anche quest’anno, prima dell’allestimento, le scenografie e le statuine sono state sottoposte a un delicato intervento di manutenzione per contrastare gli effetti dannosi degli agenti atmosferici a cui il presepe, costituito da materiali facilmente deperibili, è sottoposto durante l’esposizione all’aperto.

L”allestimento è stato reso possibile grazie alla collaborazione del dipartimento per la Razionalizzazione della spesa per l”Acquisto di beni e servizi, del Servizio Autoparco, delle maestranze del Teatro dell’Opera di Roma, dell’Aace e del dipartimento Gestione verde urbano.

IL PRESEPE DI PIAZZA NAVONA – Allestito ogni anno con una scenografia diversa, quest’anno per il presepe di piazza Navona e’ stato scelto un angolo di Roma ”sparita” presso il tempio di Ercole al Velabro: alla rappresentazione dell’Evento divino, si affianca il recupero di architetture, usi e costumi tipici di una Roma ormai scomparsa da oltre un secolo ma di cui è importante conservare e tramandare la memoria.

Il tempio di Ercole al Velabro era stato trasformato, dopo il V secolo, in una chiesa dedicata a Santa Maria del Sole. Il luogo fu già rappresentato nel XVII secolo dal Piranesi, e poi è documentato da pittori e fotografi dell’Ottocento e dei primi del Novecento, quando tutta la zona fu sconvolta dalle opere di realizzazione dei muraglioni d’argine sul Tevere.

La demolizione delle strutture ”moderne” attorno al tempio e della casa del pievano fanno da sfondo alla Natività, segno della precarietà delle vicende umane ma anche della persistenza, per contro, del messaggio di salvezza della nascita di Gesu”. Nel lato a sinistra si vede l”Aventino della fine del XIX secolo e, sotto, le case poste sulla riva del Tevere. Ancora piu’ a sinistra si vedono le stalle e una locanda ritratta dal pittore Ettore Roesler Franz (1845-1907) negli acquerelli della serie ”Roma sparita”.

Le piccole navi che si vedono ancorate sulla riva del fiume erano destinate al trasporto del sale, dalle saline costiere verso i territori più interni. La scenografia è realizzata con strutture in cartone rinforzato, rivestito di pannelli di polistirolo e polistirene incisi e gessati e successivamente dipinti con le terre. Le statue risalgono agli anni ’70 del secolo scorso e, seppur di pregevole artigianato napoletano, vestono gli abiti popolari romani dell’epoca, così come tramandati nelle incisioni di Bartolomeo Pinelli e nei dipinti dello stesso Roesler Franz.

Secondo la scuola napoletana, le statue hanno arti e teste (con occhi in vetro) in terracotta e abiti in stoffa, e hanno un”altezza di circa 30 centimetri. La realizzazione e l’allestimento del presepe sono stati curati ed eseguiti da soci dell”associazione italiana Amici del Presepio in collaborazione con Zetema Progetto Cultura. Le statue utilizzate sono state concesse in prestito gratuito dal Museo Tipologico internazionale del Presepio di Roma.

“Questa è una delle tradizioni più amate che la città porta avanti dal 1965 e che affonda le radici nell’Ottocento – ha detto il sovrintendente Claudio Parisi Presicce inaugurando il presepe di piazza di Spagna – Si tratta di 33 personaggi che animano la scenografia tradizionale della Roma ottocentesca”.

“E’ importante cogliere che questo connubio tra fine artigianato e rigore nei riferimenti teorici scientifici sia il prodotto di competenze interne al Comune – ha aggiunto il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Capitale, Luca Bergamo – Spesso si parla male dell’amministrazione ma al suo interno ci sono anche tantissime competenze che si dedicano al servizio della città. A loro va il mio grazie”.

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