La Coppa del Mondo è italiana, a crearla è stato lo scultore Silvio Gazzaniga


Quest’anno, purtroppo, non ci riguarda, ma c’è comunque un po’ di Italia nella Coppa del Mondo di calcio. In senso letterale.

Lo scultore milanese Silvio Gazzaniga durante le prime fasi di realizzazione del trofeo

L’oggetto del desiderio delle nazionali (e dei tifosi) di tutto il mondo, la Coppa, nel senso proprio dell’oggetto fisico, è stata ideata e disegnata dall’orafo e scultore italiano Silvio Gazzaniga, e viene prodotta dall’azienda Bertoni Srl (oggi GDE Bertoni) di Novate, in provincia di Milano. Da subito è diventata simbolo della massima manifestazione calcistica internazionale nonché icona dell’artigianato italiano nel mondo.

Un concorso per scegliere il nuovo trofeo

Dpo la terza vittoria del Brasile, a “Messico 1970”, il precedente trofeo (coppa Jules Rimet) venne assegnato definitivamente alla Seleção, come prevedeva il regolamento della FIFA e la federazione ebbe pertanto la necessità di creare un altro trofeo.

Venne ufficialmente annunciato un concorso alla cui fase finale giunsero ben 53 opere da tutto il mondo. Fu scelta quella dello scultore milanese Silvio Gazzaniga, il cui genio creativo diede vita a un’opera dall’intenso significato: “la gioia e la grandezza dell’atleta nel momento della vittoria”, concetto ben rappresentato da una spirale la quale, partendo dalla base del trofeo, si “apre” in due atleti stilizzati che esultano con le braccia alzate; le quattro braccia pertanto fungono da “pilastri portanti” per sorreggere il mondo, avvolto dai due goleador.

Il trofeo è alto 36,8 cm, il diametro della base è di 13 cm per un peso complessivo di 6 kilogrammi e 175 grammi.

Realizzato in oro massiccio a 18 carati (ma vuoto al suo interno) la Coppa è impreziosita da due bande di verde malachite, un minerale semiprezioso molto adoperato in gioielleria, sebbene la scarsa durezza rende i manufatti in malachite piuttosto fragili: se toccati senza attenzione possono rigarsi e rovinarsi facilmente.

Protetta da una custodia Louis Vuitton, viene sostituita con una copia

Contrariamente alla coppa Rimet, il trofeo di Gazzaniga non viene assegnato alla prima nazionale che se lo aggiudica per tre volte ma continua a circolare nelle edizioni successive, passando come un testimone di squadra in squadra.

A partire da Germania 2006, edizione che ha incoronato gli azzurri campioni del mondo per la quarta volta, la Fifa ha stabilito che il trofeo originale non deve essere più dato in prestito alla nazionale vincitrice, che fino a quell’edizione custodiva la Coppa autentica per i quattro anni successivi, ma che deve essere consegnato al capitano dalla formazione vincente soltanto nel momento della premiazione.

Al termine ai vincitori viene consegnata una copia identica ma in ottone placcato d’oro, sempre prodotta dalla Bertoni; solo le persone che hanno vinto la competizione possono toccare il trofeo vale a dire i calciatori titolari, le riserve, tutto lo staff tecnico e i capi di stato.

La copia pesa 2,8 kilogrammi (contrariamente ai 6 kg dell’originale) e tra i cerchi verdi di malachite non dispone delle 17 placchette sui due livelli ma ha inciso solamente il nome dell’edizione del mondiale, la data in cui si è svolta la finale, la città, il nome dello stadio in cui è stato disputato l’incontro e la squadra campione.

L’incisione della squadra vincitrice sulla replica viene fatta immediatamente a fine partita dagli addetti Fifa. Sono assenti i nomi dei campioni predecessori sotto al basamento.

La coppa autentica viene sigillata e custodita all’interno di una valigia di sicurezza d’acciaio e tenuta dalla Fifa nella sua sede a Zurigo; l’esposizione è limitata a rari casi, come le cerimonie ufficiali della Fifa, sorteggi e conferenze oppure per eventi di beneficenza legati al calcio.

La decisione di sostituire il trofeo originale con una copia è dovuta ai numerosi segni di usura che il trofeo ha subito nei suoi quasi 32 anni di vita.

Durante il torneo il trofeo autentico viene esposto nel corso della cerimonia d’apertura, per essere poi spostato presso la sede organizzativa dell’edizione che è a suo tempo un luogo di accesso per i turisti in determinati orari, rigorosamente protetto da teca di vetro anti-proiettile e sorvegliato 24 ore su 24. Dall’edizione del 2010 Louis Vuitton fornisce la custodia del trofeo in occasione dell’ultima partita.

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