A Roma via Margutta diventa “Creative District”


Roma capitale della moda? Un sogno e un progetto trasformano fino a domani via Margutta, la celebre via delle Arti, in un distretto creativo dedicato al fashion, all’artigianalità made in Italy ma anche al food che sposa il lato glamour con sapori e nuovi trend veg.

Per la seconda edizione di “Margutta Creative District”, la tre giorni organizzata dal fashion producer Antonio Falanga in collaborazione con la brand manager Grazia Marino, e che vanta il patrocinio di Cna Federmoda e dell’Associazione Internazionale di Via Margutta, l’arte contemporanea, il savoir faire artigiano e sartoriale tutto italiano si incontrano nella strada che ha ispirato pittori e musicisti.

Botteghe, boutique e atelier aperti al pubblico, quadri moda en plein air e giovani promesse del fashion e del design determinate ad emergere con le loro collezioni. «Attraverso i nostri progetti cerchiamo sempre di portare nuove proposte della moda a Roma e con la seconda edizione di Margutta Creative District otto i brand che promuoviamo anche sul piano commerciale. Il collante è via Margutta, la strada che ha ispirato letterati e artisti» spiega il patron Antonio Falanga mentre Grazia Marino sottolinea «Margutta Creative District è un palcoscenico di promozione per i nuovi talenti, non solo nell’ambito della moda. Un vero e proprio connubio tra fotografia, design e food che convivono in un unico luogo».

il savoir faire artigiano e sartoriale tutto italiano si incontrano nella strada che ha ispirato pittori e musicisti.

Set fotografici e tableau vivant all’aria aperta per scoprire le linee di giovani marchi italiani e internazionali, tra cui la collezione di gioielli “Duality” in bronzo e argento con pezzi interscambiabili di Gaia Italian Handmade Jewellery by Gaia Caramazza, la capsule collection “Good Luck” luxury resort della designer Mirella Marsiglia, in cristalli e microfibra,il brand di bijoux e accessori Ellebi di Livia Bonanni che si ispira alla maestria di Paco Rabanne degli anni ’70.

La moda, poi, diventa arte con le creazioni di Filippo Laterza, selezionato al White di Milano e appena rientrato da Shanghai, mentre l’estro si fa made in England con Krasimira Stoyneva e i suoi outfit non convenzionali, realizzati (udite, udite) con capelli sintetici. Tessuti naturali e wedding couture dipinti a mano per il siciliano Gian Paolo Zuccarello. Sete, preziosi cristalli, piume e dettagli fur a contrasto nei suoi abiti. «Via Margutta è una delle antichissime vie di Roma che con il suo fascino ispira sicuramente la creatività di chi disegna l’alta moda» dice Zuccarello che delle texture pregiate ha fatto un must delle sue collezioni.

Da Siena, la giovanissima Asia Neri porta nella Capitale l’antica tradizione toscana e lo fa con la presentazione di una capsule di alta sartoria, “Innata Elegantia”, che nel fatto a mano strizza l’occhio alla letteratura. «Sono felicissima di partecipare ad un evento così poliedrico. I miei abiti sono dedicati ad una donna elegante con trasparenze, pizzi e mi diverto molto con il tessuto e la vestibilità. Sono abiti concettuali e spesso ispirati a filosofie o a libri che ho letto. La donna Asia Neri deve sentirsi bella in quello che vede ma anche in quello che il vestito racconta, come nel romanzo “Brida” di Paulo Coelho.

Articolo a cura di Gustavo Marco Cipolla, continua a leggere su Il Messaggero

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